È meglio il trading meccanico o il trading discrezionale?

Tempo di lettura: 4 min

È meglio il trading meccanico o il trading discrezionale?

Si tratta di una “diatriba” che è da sempre presente tra chi fa trading.

Questi due modi di operare sul mercato, infatti, sono del tutto diversi tra loro.

Il primo si basa sull’utilizzo di trading systems; il secondo, invece, si basa sull’analisi dei fondamentali economici.

È chiaro che il trading meccanico rappresenta la scelta più facile, quella che porta i traders neofiti a pensare di poter guadagnare in modo facile e automatico.

Ma è davvero così? E, quindi, qual è l’approccio vincente?

Scoprilo in questo articolo.

Cos’è il trading meccanico

Il trading meccanico si basa sull’utilizzo di sistemi automatici che vanno ad ingabbiare l’operatività all’interno di algoritmi ben precisi, i quali posizionano i trades sul mercato.

Questo significa che decidono quando comprare e quando vendere sulla base di date regole fissate a priori. 

È fondamentale fare una distinzione tra 2 diverse tipologie di trading systems.

Ci sono i trading systems sviluppati da grosse istituzioni finanziarie o grandi Hedge Fund, i quali investono miliardi di euro per elaborare gli algoritmi che ne sono alla base.

Questi sistemi si fondano sì sulla statistica, quindi sull’analisi dei movimenti passati dei prezzi, ma ad essa uniscono lo studio delle risposte dei prezzi al cambiare delle variabili macroeconomiche, avvicinandosi molto a quello che fa il trader discrezionale.

Poi ci sono i trading systems utilizzati dai traders privati, che vengono venduti online a poche centinaia di euro o addirittura regalati dai brokers.

Questi sistemi di trading meccanico si basano esclusivamente sull’analisi tecnica base.

Si tratta di un modo semplicistico di fare trading, che non considera il fatto che i mercati non sono razionali e si muovono in random walk.

Tali sistemi, poi, molto spesso promettono un guadagno costante dell’X% al mese, cosa non possibile, proprio perché i mercati non sono razionali e quindi non si può avere la certezza di un profitto.

Il trading discrezionale, invece, come funziona?

Cos’è il trading discrezionale

Il trading discrezionale è molto diverso da quello meccanico, in quanto si basa sulle valutazioni che il singolo trader fa sul mercato.

Il termine discrezionale può sembrare riduttivo, perché può far pensare ad un trader che decide di andare long o short in modo un po’ casuale; in realtà le scelte si basano sullo studio e la conoscenza approfondita dei mercati e sull’esperienza.

Tutto parte dalla costruzione della propria probabilità soggettiva, ovvero la misura del grado di fiducia che si assegna al verificarsi di un dato evento, in base alle proprie conoscenze.

Questo porta, poi, a definire la propria idea di ingresso a mercato.

Come mai il trading discrezionale è vincente rispetto al trading meccanico?

Vediamolo nel prossimo paragrafo.

Perché il trading discrezionale è la strategia vincente

Abbiamo visto che la differenza sostanziale tra trading meccanico e trading discrezionale è che nel primo caso l’operatività viene lasciata in mano ad un software preimpostato ed è, pertanto, del tutto automatizzata; nel secondo caso, invece, l’operatività è quasi manuale, quindi è il trader che affronta i mercati guardando le variabili macro e microeconomiche.

Abbiamo visto che la differenza sostanziale tra trading meccanico e trading discrezionale è che nel primo caso l’operatività viene lasciata in mano ad un software preimpostato ed è, pertanto, del tutto automatizzata; nel secondo caso, invece, l’operatività è quasi manuale, quindi è il trader che affronta i mercati guardando le variabili macro e microeconomiche.

È chiaro che un trader alle prime armi trovi più semplice approcciarsi al mercato utilizzando un sistema automatico, che faccia “il lavoro sporco” per lui.

Questi sistemi, infatti, eliminano la parte più faticosa del trading: lo studio, la conoscenza e l’esperienza.

Tuttavia senza questi aspetti non si può essere vincenti sui mercati finanziari.

Guadagnare con il trading, infatti, non è facile, come invece molti intermediari e formatori (che vendono sistemi automatici) vogliono farti credere.

Devi, quindi, sempre guardare questi soggetti con occhio critico.

Pensaci un attimo. Se un sistema automatico funzionasse al 100%, garantendoti una percentuale di profitto mensile, chi lo ha realizzato avrebbe bisogno di vederlo?

Se così fosse quella persona potrebbe diventare milionaria investendo pochi capitali che rendono con certezza un tot % ogni mese.

A volte questi trading systems ti vengono offerti dai brokers in maniera gratuita o quasi.

Come mai? L’obiettivo è farti fare più operazioni possibili, la maggior parte delle quali sono del tutto inutili.

Questo accade perché i brokers guadagnano sul numero di operazioni eseguite.

Ciò ti fa capire che i trading systems sono studiati per fare gli interessi di chi te li vende, non i tuoi.

Ed è proprio questo il primo motivo per cui automatizzare la tua attività al 100% con il trading meccanico ti porta ad essere perdente.

Il secondo motivo è che il mercato non è razionale: 1+1 non fa sempre 2.

Si verificano costantemente movimenti inaspettati, più o meno forti, che da un lato rappresentano grosse opportunità di guadagno, che automatizzando la tua operatività non puoi cogliere, dall’altro rischiano di farti perdere molti soldi, se operi con un trading meccanico, in quanto non ti accorgi del rischio che stai correndo.

È vero, con questi sistemi qualche volta ti va anche bene, la probabilità, però, è del 50%, perché il mercato può andare solo in 2 direzioni: o sale o scende.

La stessa probabilità che avresti di indovinare l’operazione semplicemente lanciando una monetina.

Operare in modo consapevole e autonomo con il trading discrezionale, invece, è ciò che ti permette di essere profittevole.

Il trader discrezionale studia le variabili macroeconomiche che il mercato presenta e prende decisioni sulla base di queste.

Si crea uno scenario, un’aspettativa, quindi una propria probabilità soggettiva in base a quello che ha studiato e alla sua esperienza.

Vogliamo essere sinceri, anche con il trading discrezionale c’è la possibilità di sbagliare. La differenza, però, è che si è consapevoli del rapporto rendimento/rischio, si conosce meglio il mercato, si studia e ci si applica di più.

Il risultato?

Con il trading discrezionale minimizzi il rischio e a massimizzi il guadagno.

In conclusione, è meglio il trading meccanico o il trading discrezionale? 

La nostra risposta è il trading discrezionale, ed è la stessa che viene data dalle grande banche d’affari.

Le grandi banche d’affari, infatti, non usano trading systems, ma hanno centinaia di trader con una forte preparazione.

Adottare dei sistemi automatici sarebbe più semplice, perché si eliminerebbe il rischio umano, e, probabilmente, meno costoso. 

Questi sistemi, però, non funzionano.

Per avere successo in questa attività devi partire dall’idea che i mercati sono imprevedibili e trattare il trading come un’attività imprenditoriale.

Questo significa che non puoi pensare di copiare un sistema, farlo tuo e guadagnare senza sforzo. Devi impegnarti per ottenere risultati, seguendo un metodo ampiamente testato e collaudato, che genera performance reali, come il Metodo Samas.

Scopri di più cliccando sul bottone qui sotto.

Autore: Alessandra Bongiovanni

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